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Adam Adamowicz, 1968-2012

Adam Adamowicz, 1968-2012.

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Skyrim: Valve inserisce lo Space Core di Portal 2 tramite un mod.

Valve + mod gioco Bethesda + Space Core = Epic Win

I’M IN SPAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACE!

& some other infoz @ the unofficial elder scrolls page wiki

Alice: Madness Returns.

Review mia pubblicata su GameZapping.

Enjoy!

Cercate piccoli grandi giochi a prezzo stracciato, e non vi fa poi così senso donare qualche soldo in beneficenza?
The Humble Bundle è la soluzione!

Cos’è l’Humble Bundle? Semplice, è un insieme di indie games, venduti tramite un offerta libera, di cui si può decidere quanto donare in beneficenza, quanto al progetto e quanto agli sviluppatori dei giochi inseriti nel bundle. Cosa lo rende speciale? La qualità dei giochi, senza ombra di dubbio, la presenza delle relative colonne sonore, ed il fatto che l’acquisto comporta l’acquisizione di un codice Steam genuino, quindi la possibilità di installare il gioco quante volte si vuole!

I titoli proposti sono sempre delle piccole gemme, che non mancano mai di sorprendere il giocatore abituato alle grandi produzioni internazionali, per la loro semplicità, per la qualità tecnica, ma al contempo per il gameplay spesso innovativo e grafica che non ti aspetteresti da un indie game. Piccoli giochi, forse, spesso non conosciuti al di fuori dell’ambiente PC, ma che vi assicureranno ore ed ore di gioco intenso e divertente.

Ecco un piccolo assaggio dei tre giochi che compongono questa versione del bundle:

ANOMALY: Warzone Earth

Il tower defense che non ti aspetti, dove tu non sei il ‘Dio’ che gestisce e comanda un campo di battaglia, ma il sonldato che guida uno dei convogli mandati ad infiltrarsi attraverso torrette e lanciamissili, dosando con cura strategia e tattica per permettere agli alleati di arrivare intatti alla fine del tragitto.
Visita il sito ufficiale del gioco! 

EDGE

Avete mai giocato a Marble Madness o ad uno dei suoi cloni ed evoluzioni? Edge in molte cose ricorda il loro genere di gioco, mescolandolo a qualche ulteriore elemento puzzle e racchiudendo il tutto in un ambiente pulito e geometrico, in cui tutta la vostra concentrazione sarà dedicata al piccolo cubo che dovrete portare alla fine di percorsi complessi e stimolanti.
Visita il sito dello sviluppatore del gioco! 

OSMOS

Questo gioco fa della legge del più forte un gameplay semplice ma assuefante. La vostra piccola molecola bianca dovrà nuotare in un oceano di altre molecole, assorbendo quelle più piccole ed evitando di venir assorbita da quelle più grandi. Idea semplice ed elegante per un gioco che vi intratterrà per ore!
Visita il sito del gioco! 

Ed in più, se la vostra donazione supererà la media delle donazioni totali, vi sarà dato anche il codice per World of Goo!

World of Goo

In questo gioco dovrete costruire, con l’ausilio di piccole e strane forme di vita chiamate Goo, delle strutture che permettano agli stessi Goo di raggiungere l’agognata fine del livello. I Goo si attaccheranno l’uno all’altro tramite delle specie di filamenti (goo significa per l’appunto ‘sostanza appiccicosa’), e serviranno tempismo e logica per attraversare tutte le insidie che troverete per la vostra strada.
Visita il sito ufficiale di World of Goo!

Il valore totale dei videogiochi supera i quaranta euro, acquistabili ora con una donazione di circa cinque euro, ma il  tempo per acquistare questo splendido bundle è limitato, non lasciatevi perdere l’occasione!

HUMBLE BUNDLE FOR ANDROID (and linux, and mac, and windows)

Gamasutra – News – PlayStation Vita Dev Kits Priced Under 2,000 Euros.

Sarà la volta buona che anche su psn ci troveremo davvero un ambiente indie florido come quello xlive, steam o similia?
Lo posso solo sperare 😐

SCHEDA DEL GIOCO

TITOLO: inFamous2: Festival of Blood
ANNO: 2011
SVILUPPO: Sucker Punch Productions
Pubblicazione: Sony Computer Entertainment
PEGI:

16

SERIE: inFamous

PLAY STATUS:

Gioco principale: finito
Obiettivi secondari: finiti al 100%
Difficoltà affrontate: Normale
Trofei: 14 di 14 sbloccati (100%)

CONSIDERAZIONI PERSONALI:

Trovate inFamous un bel gioco, ma avete voglia di qualcosa di nuovo? Girare per le strade di New Marais nel bel mezzo della notte, con qualche nuovo potere, un nuovo tipo di nemici e senza il problema di dover pensare al karma? Forse per voi la risposta è inFamous Festival of Blood. Non male.
Il gioco, comprabile su psn indipendentemente dal possesso di inFamous 2, si svolge in solo uno dei quartieri di inFamous 2, ma le meccaniche di base sono all’incirca le stesse: completare missioni secondarie per conquistare territorio,  cercare artefatti per acquisire forza e vita e punti esperienza per le nuove mosse. Buono il supporto del Move (io infatti l’ho giocato unicamente con quello), anche se inizialmente può risultare un po’ disorientante.

Cole si troverà faccia a faccia con Bloody Mary, vampira che metterà a sangue e fuoco le strade affollate di gente. La storia non è particolarmente originale, Cole dovrà trovare ed uccidere Bloody Mary prima dell’alba, ma le novità rispetto ad inFamous sono degni di nota. Cole avrà a disposizione nuovi superpoteri derivati dal mondo vampirico, ed ogni nemico del gioco è stato sostituito da una razza di vampiri con strategie ed attacchi diversi.

La cosa che mi ha realmente sorpreso è notare che non esistono azioni karmiche. Cole è libero di girare per le strade e usare i passanti come banche di sangue senza temere di avere passanti infuriati o poliziotti alle calcagna. Indispensabile se si vogliono usare in modo estensivo i nuovi poteri di Cole, o se siete semplicemente a caccia di trofei.

Vera pecca di questo gioco rimane la longevità molto limitata. Davvero. Per finirlo al 100% (compreso di trofei offline e online), prendendosela comoda, non ci vogliono più di due o tre ore, ma tuttosommato è un piccolo spinoff di halloween, e contando anche che con l’offerta natalizia l’ho pagato 5 euro, sono rimasta molto soddisfatta dal gioco. Per chi lo volesse comprare ora che è tornato a costare 10 euro, lo consiglio solo se siete almeno appassionati di vampiri, e se vi piace inFamous, o se vi piace giocare con le innumerevoli missioni create dagli altri giocatori e crearne di vostre.

This is Ha…perture

Thankz to snakko per il link XD

How To Play Skyrim Like A Professional – Features – www.GameInformer.com.

Ammettetelo. Almeno per la metà di questi, avete preso anche voi la strada “pro” invece di rimanere nella solita, noiosa, semplice, logica vita da giocatore amatoriale.
;P

demotivational posters - COLON DUTY
see more Very Demotivational

Devil May Cry utilizza una tecnologia superiore • News • Eurogamer.it.

Sinceramente, seppur l’idea non mi dispiaccia, il problema pressante per me rimane che questo gioco possa avere un senso nella trama generale della serie (perdio non un altro DMC2), perché, soprattutto dopo la mezza scivolata di Nero in dmc4 (che diventa pallosissimo da rigiocare, e per dirlo io…), mi fa sinceramente un po’ paura come gioco. Motivo per cui non voglio sapere nulla della trama fino a quando non l’avrò giocato. Le mie idee me le voglio fare solo una volta provato e giocato.

Spero non sia un altro DMC puntato a giocatori nuovi che però dimentica che un po’ di fan-base c’è, e ha delle aspettative a livello di DMC1 e del 3.

Chi vivrà vedrà.

SCHEDA DEL GIOCO

TITOLO: Alice:Madness Returns
ANNO: 2011
SVILUPPO: SpicyHorse
Pubblicazione: Electronic Arts
PEGI:

18

SERIE: American McGee’s Alice

PLAY STATUS:

Gioco principale: finito
Obiettivi secondari: finiti al 100%
Difficoltà affrontate: Normale, Nightmare (New Game +)
Trofei: 45 di 45 sbloccati (platino)

CONSIDERAZIONI PERSONALI:

Alice Madness Returns è un gioco mancato? Me lo sono chiesto mentre giocavo, e la risposta, durante il mio primo playtrough, sinceramente non era catastrofistica. Ambientazioni da favola (e da incubo) con uno stile semplicemente fantastico, una storia ed una narrazione interessanti ed un gameplay buono (almeno per lo stile di gioco che io preferisco), mi hanno fatto letteralmente divorare questo gioco. Poco importavano all’inizio gli innumerevoli glitch grafici, i rallentamenti e gli scatti di caricamento, e qualche bug disseminato qua e là in tutto il gioco. Via via alcuni di questi problemi sono diventati più frustranti, e un po’ di entusiasmo è andato perso sul reparto prettamente grafico e sul povero uso dell’Unreal Tournament Technology, ma la buona narrazione ha sopperito a qualsivoglia mancanza tecnica e mi ha spinto a finire quanto prima il gioco.

Al mio secondo playthough ho iniziato invece a notare gli errori di game design. Il primo, ed il più importante nel mio giudizio, è il mancato bilanciamento tra le difficoltà di gioco. Giocare in modalità facile ed in modalità incubo non porta quasi alcun cambiamento per un giocatore con un’esperienza media. I cambiamenti sono concentrati nel numero di nemici presenti e nella quantità di vita tolta ad entrambe le parti (anche se, dalla modalità normale alla incubo, questa differenza mi è parsa troppo ridotta), mentre l’ai generale del nemico non mostra cambiamenti significativi. ‘Che problema c’è in questo?’ direte voi. Beh, a me la cosa ha lasciato un po’ a bocca asciutta. Da brava fanatica di Devil May Cry non posso che adorare i nemici che, come le care vecchie Bloody Mary, nelle difficoltà maggiori incrementano in modo apparentemente esponenziale l’impegno richiesto al giocatore, e vedere nemici che non diventano particolarmente più potenti, insidiosi o aggressivi, e che muoiono con solo pochi fendenti in più che nelle altre modalità, ha reso il mio secondo gameplay sciatto e monotono.
In modo simile sono rimasta sorpresa e delusa da un altro minuscolo dettaglio. Il gioco considera completato un intero capitolo in una data difficoltà anche solo se si completa l’ultima porzione di quel capitolo (scegliendo quindi la fine di ogni capitolo dal menù). Aggiunto a questo il fatto che nelle ultime sezioni di tutti i capitoli, ci sono complessivamente due sole orde di nemici, e neppure particolarmente insidiose (nessuna battaglia con i boss), mi ha dato l’idea di un gioco non completamente ragionato.
Altra cosa che forse non è stata pensata nei dettagli è l’uso dei costumi e delle armi, soprattutto per quelle aggiunte dal DLC. Avere costumi ed armi con effetti così forti può essere un buon aiuto in un gioco con una difficoltà media più elevata, ed inoltre, secondo la mia personalissima opinione, il cambio dei costumi e delle armi avrebbe avuto più senso se permesso solo dal secondo gameplay in poi, e con un sistema meno macchinoso dell’uscire dal gioco e rientrarvi una volta effettuate le modifiche. Dato che il gioco di default assegna ad ogni capitolo un costume con effetti particolari (e a volte negativi), bloccare l’uso di questi effetti a quelli impostati di default, avrebbe potuto rendere il primo gametrough più interessante (sebbene, forse, avrebbe potuto togliere un po’ di appeal all’acquisto del dlc), così come (nel caso di un aumentata difficoltà per le modalità più avanzate), con l’adeguata pianificazione avrebbe potuto rendere il cambio di costume una scelta più tattica. Mettere ad esempio costumi che, pur migliorando di molto un aspetto, influiscano contemporaneamente in modo negativo su un altro (come ad esempio aumentare l’attacco, ma diminuire la vita o la difesa), avrebbe reso il tutto più interessante.
Quasi del tutto inutili poi i denti, una volta fatti i pochi upgrade che le armi richiedono, e l’assenza di un trofeo o di qualsiasi altro bonus collegato alla collezione di tutte le bottiglie nel gioco mi fa chiedere a cosa possano poi servire.

La collezione di tutti i trofei è una questione più di tempo che di impegno, non ci sono obiettivi particolarmente difficili da ottenere, se non quelli che soffrono di glitch e bug che ne rendono difficile l’esecuzione. Pur avendo con questo gioco acquisito il mio primo trofeo di platino, penso che alcuni trofei d’argento o d’oro di altri videogiochi siano molto più soddisfacenti da acquisire dell’intera collezione di Alice Madness.

Un po’ di buon beta-testing (e conseguente debugging) avrebbero fatto un gran bene a questo titolo, e non solo dal punto di vista della programmazione. Un peccato, davvero, perché con uno sforzo lievemente diverso da parte del game design e con un lavoro adeguato da parte della programmazione, questo titolo avrebbe facilmente potuto raggiungere voti molto più alti sulla critica specializzata ed un successo maggiore alle casse dei negozi.

Alto merito per l’idea, buona esecuzione del game design, ma programmazione non all’altezza e forse poco brainstorming generale, questo è comunque un titolo che consiglierei di giocare almeno una volta.